Nel contesto attuale, sempre più aziende riconoscono l’importanza di
adottare criteri ESG (Ambientali, Sociali e di Governance) per
migliorare la propria
sostenibilità e competitività sul mercato. Uno degli strumenti fondamentali per misurare questa responsabilità è il
rating di sostenibilità ESG. Ma cosa significa esattamente ottenere un rating di sostenibilità? E quali sono i principali metodi per conseguirlo?
Cos’è il rating di sostenibilità ESG?
Il rating di sostenibilità è uno
strumento che misura in modo strutturato il livello di responsabilità ambientale, sociale e di governance di un’organizzazione. Questo punteggio aiuta a comprendere quanto un’azienda stia effettivamente implementando pratiche sostenibili, favorendo così trasparenza e fiducia tra stakeholder, clienti e investitori.
Esistono diverse modalità per ottenere un rating ESG, ognuna con livelli differenti di ufficialità, approfondimento e costi, in base alle necessità.
Vediamole nel dettaglio.
Certificazione di terza parte: la massima autorevolezza
La certificazione di terza parte rappresenta il livello più elevato di riconoscimento in ambito ESG. Viene rilasciata da un ente indipendente e accreditato, che verifica i dati e le pratiche aziendali secondo prassi consolidate, come la
SGR88088.
Questa modalità assicura un elevato grado di credibilità e può diventare un vero e proprio asset competitivo, soprattutto per aziende che operano su mercati internazionali o cercano finanziamenti legati a criteri ESG.
Rating di seconda parte: affidabilità e flessibilità
Il rating di seconda parte è una soluzione più accessibile che prevede l’utilizzo di piattaforme specializzate, come ad esempio
Ecomate e altre. Questi strumenti consentono alle aziende di v
alutare il proprio profilo ESG con il supporto di un auditor che verifica la correttezza dei dati.
Questa via è indicata per imprese che desiderano una valutazione attendibile, ma che vogliono contenere tempi e costi rispetto a una certificazione completa.
Autovalutazione secondo UNI/PdR 134:2022: il primo passo semplice e gratuito
Per le aziende, in particolare le PMI, che si avvicinano per la prima volta alla sostenibilità, la
Prassi di Riferimento UNI/PdR 134:2022 rappresenta un’opportunità preziosa.
Attraverso un
questionario di poco più di
50 domande, questo strumento fornisce uno
score indicativo e una
classificazione indicizzata del livello di sostenibilità raggiunto.
Pur avendo un valore principalmente orientativo, la prassi è basata su normative europee e offre un quadro strutturato per iniziare a integrare criteri ESG nei processi aziendali senza investimenti onerosi.
Dove trovare e scaricare la UNI/PdR 134:2022?
La UNI mette a disposizione gratuitamente la prassi sul proprio sito ufficiale, facilitando così l’accesso a uno strumento normativo di alto valore. Questa risorsa è particolarmente utile per le PMI italiane che vogliono strutturare un approccio ESG solido, senza barriere burocratiche o economiche.
Come scegliere il rating giusto in base alle proprie esigenze
Il mondo della sostenibilità è complesso e in continua evoluzione. Per questo motivo,
scegliere la modalità più adatta per ottenere un rating ESG dipende da molteplici fattori: la
dimensione aziendale, gli
obiettivi strategici, le
risorse disponibili e il
grado di ufficialità richiesto.
Investire nel rating di sostenibilità non è solo un obbligo normativo o un adempimento, ma
un’opportunità concreta per migliorare la governance, attrarre investitori e clienti e affrontare con maggiore resilienza le sfide future.
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