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Come si deve redigere una planimetria di emergenza?

Come si deve redigere una planimetria di emergenza?
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Quando si parla di sicurezza antincendio, la chiarezza delle informazioni può fare davvero la differenza. Tra gli strumenti essenziali per una corretta gestione delle criticità c’è la planimetria di emergenza. Questo documento, obbligatorio in molte tipologie di edifici, è anche parte integrante del piano GSA (Gestione della Sicurezza Antincendio).

In questo articolo spiegheremo come redigere una planimetria efficace, leggibile e pienamente conforme alla normativa internazionale ISO 23601:2020. Metteremo in evidenza gli elementi chiave da rispettare per garantire una comunicazione visiva universale e realmente funzionale alla sicurezza.
 

Perché le planimetrie di emergenza devono essere universali?

In un contesto globale sempre più interconnesso, la gestione della sicurezza antincendio deve superare le barriere linguistiche. Hotel, aeroporti, centri commerciali e strutture pubbliche hanno l’obbligo di garantire piani di evacuazione chiari e comprensibili per chiunque, a prescindere dalla lingua parlata.
 
Una planimetria di emergenza ben progettata, oltre a guidare le persone verso l’uscita in caso di pericolo, trasmette un senso di organizzazione, responsabilità e cura. È in questo contesto che entra in gioco la norma BS ISO 23601:2020, garantendo la massima efficacia in situazioni di emergenza.
 

Quali sono gli elementi chiave di un piano efficace?

Secondo la normativa BS ISO 23601:2020, che definisce gli standard internazionali per i piani di evacuazione visivi, una planimetria di emergenza deve avere:
  1. Indicazione della posizione dell’utente. Deve essere chiaramente segnalata con la dicitura “You are here”.
  2. Rappresentazione coerente delle aree. Tutte le zone definite e i dettagli della planimetria devono essere illustrati in modo coerente.
  3. Simboli standardizzati ISO/EN 7010:
    • per condizioni di sicurezza (es. uscite di emergenza);
    • per attrezzature antincendio (es. estintori, allarmi).
  4. Formato minimo del piano:
    • A3 nelle aree comuni;
    • A4 nelle camere o spazi individuali.
  5. Indicazione dei punti di raccolta (assembly points). Devono essere inclusi e identificabili.
  6. Piani aggiornati. Devono essere sempre attuali e revisionati regolarmente.
  7. Orientamento coerente con il punto di osservazione. La sinistra della mappa corrisponde alla sinistra dell’osservatore, e così via.
  8. Design semplice e coerente:
    • utilizzo di colori standardizzati;
    • layout uniforme e facilmente leggibile.
  9. Planimetria del sito (site plan). Deve fornire una visione d’insieme dell’edificio, delle sue aree circostanti e del punto di raccolta.
  10. Legenda dei simboli:
    • chiara e comprensibile;
    • utilizza simboli conformi alla normativa EN 7010.
  11. Riferimenti identificativi. Ogni piano deve riportare:
    • numero identificativo,
    • data di creazione,
    • nome dell’autore.
  12. Istruzioni di emergenza:
    • azioni da intraprendere in caso di incendio o altra emergenza;
    • modalità di attivazione dell’allarme. 

Conclusione

Una planimetria di evacuazione efficace può fare davvero la differenza. Nei momenti più critici, aiuta chi si trova negli ambienti a orientarsi rapidamente e a sentirsi più sicuro.
Adottare standard internazionali come la ISO 23601:2020 non è solo un obbligo tecnico, ma un impegno concreto che ci prendiamo insieme per tutelare chi vive, lavora o transita nei nostri spazi.
Affidarsi a professionisti con esperienza e costantemente aggiornati ti consente di avere un documento redatto correttamente e sempre aggiornato, fondamentale per una gestione efficace della sicurezza antincendio.


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